Una nuova sparata di Gentilini.

29 05 2008

Intolleranza, xenofobia e omofobia: la coerenza di Gentilini.

Il gazzettino del 29 maggio 2008

«Usiamo i manganelli per una città più sicura»
Il vicesindaco Gentilini vuole il pugno duro contro i disordini in alcune zone del centro
Sicurezza in città: il vicesindaco Giancarlo Gentilini chiede che adesso gli sia data «mano libera» e ribadisce l’importanza della cooperazione fra amministrazione e forze dell’ordine. Questo non solo per combattere la criminalità intesa in senso tradizionale, ma anche per evitare «manifestazioni di gay in piazza e preghiere dei musulmani di fronte allo stadio di Rugby». Lo Sceriffo vuole usare il pugno duro contro i disordini di alcune zone del centro. Questi “punti caldi” erano stati indicati dall’assessore alla Sicurezza De Checchi e si trattava di via Oriani, via Roma e i giardini di Porta Altinia e Sant’Andrea. Queste zone della città sono caratterizzate dalla presenza di punti di ritrovo per stranieri, ma non solo. Non di rado, ad esempio, sono teatro di risse, talvolta perfino di spaccio. Generalmente si tratta di malcostume, altre volte il problema c’è ed è reale, tanto che commercianti e residenti chiedono a gran voce provvedimenti immediati: posizionamento di telecamere e controllo più frequente da parte delle forze dell’ordine. Ed ecco che Gentilini risponde: «Io spero che adesso mi diano un po’ di mano libera, che dicano alle forze dell’ordine che non bisogna seguire il motto “quiete non movere». Lo Sceriffo non si ferma qua e allarga il tiro: «Se c’è la necessità si deve intervenire con i manganelli e non sono il solo ad affermarlo. Per questo chiedo che alcuni luoghi siano piantonati dai vigili e che vi sia una maggiore sinergia fra le forze dell’ordine». Ma chi sono i soggetti da combattere? Secondo il vicesindaco, naturalmente, tutta la criminalità, ma non solo. Fra una frase e l’altra Gentilini fa riferimento anche a due gruppi di persone molto spesso in polemica con l’amministrazione: «Non posso permettere che i gay manifestino in piazza e i musulmani chiedano la moschea e si mettano a pregare davanti allo stadio di Rugby». Il riferimento è alla giornata contro l’omofobia di sabato 24 maggio che ha visto qualche centinaio di persone scendere in piazza indipendenza contro ogni tipo di intolleranza e razzismo, oltre che per la difesa dei diritti degli omosessuali. Il secondo accenno, invece, punta il dito contro quelli di “Seconda Generazione”, un gruppo di musulmani (e non) che ogni venerdì si ritrovano di fronte allo stadio di Monigo per pregare e manifestare in questo modo contro l’assenza di una moschea nella Marca. (Beatrice Mani)  

Per Gentilini non c’è da preoccuparsi: sa solo spararla grossa. Più pericolose di lui, possono essere le conseguenze delle sue sparate: è pieno di teste calde e rasate, in giro.

A Treviso, e un po’ dappertutto, troppi continuano a chiudere gli occhi. E intanto il clima che si respira in Italia non è per nulla sereno: il passo dalla violenza verbale a quella fisica è già stato compiuto, e quello dall’intolleranza verbale a all’intolleranza fisica anche.

Intanto la sinistra è scomparsa, e non mi pare che il livello e la qualità del dibattito lascino intravedere un futuro roseo; e il PD si fa vanto della collaborazione con la maggioranza di Bossi e Berlusconi.

Perfino il Papa gioisce per il nuovo clima politico.

L’idea che l’opposizione parlamentare sia costituita da Di Pietro fa rabbrividire.

Bisogna che i radicali diventino il punto di aggregazione dell’opposizione laica, liberale, socialista e radicale.



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