Clericali: sappiamo chi sono. Ma i laici, dove sono spariti?

7 06 2008

Berlusconi e il Papa

 

Da Corriere.it

«Siamo dalla parte della Chiesa, la famiglia è una delle nostre priorità»

 

ROMA – Circa 40 minuti di colloquio privato a tre: il Papa, il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, e il sottosegretario Gianni Letta. Un clima cordiale, tra sorrisi, battute e due baciamano del premier a Ratzinger, uno al momento dell’incontro iniziale e uno al commiato. (…)

INCONTRO – L’udienza di Benedetto XVI al neo premier italiano, la seconda del pontificato (la prima fu il 19 novembre 2006) (…) In agenda molti i temi tra Santa sede e Italia: dal finanziamento statale alle scuole cattoliche al sostegno alla famiglia, con sgravi fiscali per chi ha figli, dall’immigrazione ai temi etici. Sullo sfondo, ma non troppo, anche argomenti internazionali, come la crisi mediorientale e l’emergenza alimentare discussa nel recente vertice della Fao.
«COLLABORAZIONE»
– Dopo l’udienza, un comunicato della sala stampa della Santa Sede ha reso noto che il l Papa e il presidente del Consiglio «ribadito la volontà di continuare la costruttiva collaborazione a livello bilaterale e nel contesto della comunità internazionale». «Nel corso dei cordiali colloqui – prosegue il comunicato – sono stati affrontati temi che riguardano la situazione italiana e il contributo della Chiesa cattolica alla vita del Paese e sui quali – si sottolinea – il Santo Padre si è di recente soffermato nel Suo discorso all’Assemblea plenaria della Conferenza Episcopale Italiana. Sono state pure considerate alcune questioni legate all’attuazione degli Accordi vigenti fra Santa Sede ed Italia. (…) Le due Parti – conclude la Santa Sede – hanno ribadito la volontà di continuare la costruttiva collaborazione a livello bilaterale e nel contesto della comunità internazionale».
SACRALITA’ FAMIGLIA
– Palazzo Chigi fa inoltre sapere che «il Presidente Berlusconi ha confermato al Santo Padre la priorità attribuita dal Governo italiano, nella sua azione sul piano interno ed internazionale, ai valori di libertà e tolleranza ed alla sacralità della persona umana e della famiglia».
APPREZZAMENTO – Poche ore prima dell’udienza privata, Berlusconi aveva espresso un «ringraziamento» al Papa per «l’apprezzamento del nuovo clima in Italia con l’avvento della nostra parte politica» che rappresenta il Partito dei popoli europei e che «è per il Vaticano cosa molto apprezzabile». Il premier era intervenuto sugli schermi di Canale 5. «Noi siamo dalla parte della Chiesa – aveva sottolineato il premier intervistato da Maurizio Belpietro- crediamo nei valori di solidarietà, giustizia, tolleranza, rispetto e amore dei più deboli. Siamo sullo stesso piano su cui opera la Chiesa da sempre». (…) Questo, conclude, «è l’atteggiamento profondo del mio governo che non può che compiacere il Pontefice e la Chiesa».

06 giugno 2008(ultima modifica: 07 giugno 2008)

 

 

Da Repubblica.it

Famiglia, procreazione assistita e immigrazione altri punti forti del colloquio.

Le promesse del Cavaliere: “Soldi alle scuole cattoliche”


di CLAUDIO TITO

ROMA – “Non abbiamo più bisogno di legittimazioni. Sanno cosa possiamo dare. Siamo come la vecchia Dc, che non doveva spiegare da che parte stava”. Quando è tornato a Palazzo Grazioli dopo il colloquio con Benedetto XVI, Silvio Berlusconi sprizzava felicità da tutti i pori. Allo staff riunito a Via del Plebiscito per preparare l’intervento di oggi al convegno dei giovani industriali, ha raccontato come in una “differita televisiva” ogni singolo passaggio dell’incontro in Santa Sede. Si è detto sicuro di aver “convinto” le gerarchie ecclesiastiche. (…)

Così, prima con il Pontefice e poi con il segretario di Stato Tarcisio Bertone, si è speso in prima persona per fornire le massime “garanzie” sulle decisioni del governo su alcuni temi “sensibili”: come la scuola cattolica, la tutela della famiglia, la legge sulla procreazione assistita e anche quella sull’aborto. Ad ogni argomento sollevato dai suoi interlocutori, ha risposto con un “possiamo farlo”. Tanto da mettere sul tavolo dei due colloqui questioni delicate come il “quoziente familiare” e i fondi (buoni-libri) per parificare l’istruzione cattolica e renderla – come già stabiliva la riforma Berlinguer – “scuola pubblica non statale”.Un clima di entusiasmo, quindi, che non è stato intaccato dalla richiesta vaticana di compiere uno strappo all’etichetta: l’incontro con il Papa non è stato un faccia a faccia, ma ha presenziato attivamente Gianni Letta che Benedetto XVI ha chiamato “il mio giovane vecchio amico”. Un’istanza che gli ambasciatori della Santa Sede hanno fatto pervenire ufficiosamente nei giorni scorsi a Palazzo Chigi. Del resto, il Cavaliere ha voluto sottolineare soprattutto il trattamento riservatogli dal Vaticano.

Non solo diplomatica “cordialità”.


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