Università a Treviso? Chiudiamola. Non sarà un dramma.

16 05 2009

L’Università di Treviso? Chiudiamola, non sarà un dramma.

Polemiche tra l’Università di Padova e il Presidente della Fondazione Cassamarca De Poli. Gentilini si inserisce polemizzando con De Poli. Gobbo tace e prende tempo, come sempre.

Il centrosinistra e la sinistra non sanno cosa dire; ma ricordo un intervento del segretario della CGIL a difesa dell’Università di Treviso.

Ma questa Università a Treviso non serve, anzi, forse è addirittura dannosa per i giovani.

I giovani trevigiani possono studiare anche a Padova o a Venezia; meglio se vanno a Bologna, a Firenze o a Roma. Meglio ancora se vanno all’estero, per conoscere il mondo e le lingue straniere.

A Treviso, invece, bisogna portare studenti stranieri (bravi) e docenti stranieri (bravi anche quelli), ma per questo serve una Università di eccezione; altro che Giurisprudenza…

Sprecare i soldi per far sì che i giovani trevigiani studino a Treviso mi pare uno spreco, e per quei giovani anche un danno. Meglio aiutarli e sostenerli perché possano studiare all’estero.

Del resto, non a caso Treviso non è diventata una “città universitaria”, ma è rimasta una città dove è stata aperta la succursale di qualche università. Lo si vede, del resto, dal livello del dibattito culturale.


Azioni

Informazione

2 risposte

2 11 2009
Rossella Botta

Ma chi scrive, ha mai frequentato i corsi a Treviso, prima di dire che il dibattito culturale non è di livello adeguato?
Ha parlato con gli studenti? La prima cosa che gli diranno è che nella sede non vengono trattati come se fossero numeri; a livello personale sono seguiti e preparati con molta cura ed attenzione. Questo è reso possibile dal numero programmato che evita i problemi di sovraffollamento
Il risultato sono giovani competenti e istruiti, pronti ad entrare nel mondo del lavoro con professionalità.
La Mock conference organizzata l’anno scorso ci ha reso veramente orgogliosi, i ragazzi (mediatori linguistici e culturali, interpreti e traduttori) , parlavano le lingue studiate con incredibile scioltezza e fluidità . Risultati simili non sono facilmente ottenibili in altre realtà. Gli esempi sono molti e non si possono elencare tutti, invito perciò chi scrive a seguire qualche corso o prendere parte almeno a qualche lezioni per verificare di persona la qualità dell’insegnamento impartito nella sede Trevigiana.
Non credo sia sempre vero che la qualità vada cercata chissà dove, addirittuara all’estero, peccato che molti non se ne rendano conto.

10 11 2009
Giampaolo Sbarra

Per la verità, ho partecipato ad un inquietante dibattito a più voci (6, se non ricordo male) sul testamento biologico: dicevano tutti la stessa cosa, contro; un bell’esercizio di pluralismo culturale… Ma forse è stato un caso, e in effetti la mia opinione prescinde da quella meschina occasione. Resta il fatto che la presenza pluriennale dell’Università non ha modificato il livello del dibattito culturale a Treviso, che resta modesto, molto modesto.
Comunque, non volevo certo offendere gli studenti di Treviso.
E’ certo, però, che le valutazioni internazionali esprimono giudizi molto netti sulle università italiane, ma in Italia siamo abituati ad esprimere valutazioni “in famiglia”, e generalmente ad assolverci.
Così sprechiamo i soldi, illudiamo i giovani e manteniamo i professori. E’ una scelta. Ma io non la condivido.
Del resto, se si cerca di riformare evitando la proliferazione di sedi universitarie, di facoltà e di corsi… ci sarà pure un motivo…
Treviso? Ripeto, credo che Giurisprudenza non serva a Treviso, se non al lustro di chi l’ha voluta. Si può anche chiudere, magari sostituendola con una facoltà prestigiosa. Che gli studenti si trovino bene, mi fa piacere, ma non c’entra con il prestigio di un’Università e con il valore dei titoli da essa rilasciati.
La verità è che in Italia manca il confronto trasparente anche tra le università, e tutto viene mascherato dal valore legale del titolo di studio.
A rimetterci, come sempre, sono le categorie sociali più deboli, perché i ricchi se le trovano da soli, le università prestigiose, e ci vanno anche se sono se lontane da casa…

Lascia un commento